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Pesci boccheggianti a basse profondità: 'Fenomeno naturale per il gran caldo'

Le sottolineature dell'Arta Abruzzo alla luce di numerose segnalazioni negli ultimi giorni

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Riceviamo segnalazioni di consistenti banchi di pesciolini boccheggianti lungo la costa, a basse profondità. Tale comportamento è più vistoso al tramonto e, anche se non osservato, nelle ore notturne.

Esso è legato alla temperatura eccezionalmente alta dell'acqua, che fa cadere fortemente il contenuto di ossigeno disciolto. I pesci, infatti, respirano l'ossigeno molecolare presente nell'acqua, la cui solubilità dipende dalla temperatura: le acque fredde sono ben ossigenate, mentre le acque calde diventano progressivamente asfittiche.
Il fenomeno segnalato è più evidente al tramonto perché le alghe microscopiche e macroscopiche presenti in mare riducono la fotosintesi man mano che diminuisce la luce solare e di conseguenza si abbassa ancor di più il contenuto di ossigeno nell'acqua.

I piccoli cefali in banchi arrivano boccheggianti sulla superficie dell'acqua per approvvigionarsi dell'ossigeno minimo vitale.

La stessa strategia di sopravvivenza viene messa in pratica nei fiumi e non è raro che in quelli deprivati di buona parte della loro acqua per l'irrigazione o altri usi antropici si verifichino estese morìe di pesci per asfissia, specie nelle notti calde d'agosto e nei fiumi eccessivamente sfruttati dove non sia lasciato in alveo il deflusso minimo vitale.

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